venerdì 29 marzo 2013

Claudia Tumiotto presenta"La mia esperienza da fisioterapista con la disabilità"



MERCOLEDI'  3 APRILE 2013

DALLE 21.00 ALLE 23

al Bem Viver Cafè 
 in via Monti,5 a Corsico 
 saletta di sotto.

Claudia Tumiotto
 presenta il suo testo

“La mia esperienza da fisioterapista con la disabilita' “

Coordinatrice: Antonella Prota Giurleo


I’impegno di Claudia Tumiotto, con i ragazzi disabili credo non si possa considerare un lavoro tout court, ma si tratta di una vera e propria missione. Curare la disabilità fisica unita alla disabilità psichica significa essere letteralmente investita di tutti i problemi che, intorno al ragazzo, alla ragazza in cura, coinvolgono la famiglia. Ma Claudia mette a disposizione di chi vive il disagio, tutto il suo amore, oltre alla sua professionalità, per dare sollievo a chi soffre. Nel testo che ha scritto per il nostro incontro scrive “…. nonostante la sofferenza con cui siamo in contatto tutti i giorni,noi operatori cerchiamo di far vivere nel migliore dei modi i ragazzi a noi affidati facendoli sentire uguali agli altri ed amandoli per le loro disabilità, e loro sentono il nostro affetto e lo ricambiano, questo purtroppo alle volte è l’unica ricompensa che otteniamo.”

Un incontro che ci farà riflettere.

mercoledì 20 marzo 2013

Tra rosa e romanzo


Spesso ci troviamo a ragionare delle nostre letture e ad esprimere giudizi su di esse, sulle scrittrici e sugli scrittori, sui singoli testi, sui generi letterari. Un tipo di letteratura che ci vede su posizioni differenti è quello della letteratura cosiddetta rosa.

Ho pensato di chiedere ad alcune amiche di esplicitare il proprio pensiero rispetto ad essa.

Magda  ha scritto:
. “Sono passati anni da quando leggevo Harmony.
La collana si divideva in diversi filoni.
Si partiva dal romantico platonico, tipo Delly: lei povera o comunque in difficoltà, lui ricco, quasi sempre bello ma molto, molto arrogante, convinto che tutto fosse a portata di mano; ma lei resiste, lui si innamora perdutamente, niente sesso, chiusura con lieto fine.
Poi c’erano quelli ambientati negli ospedali, anche qui brava ragazza e uomo seduttore.
Quindi la collana in cui c’è la passione: lei cede e consuma eroticamente l’amore.
Sono libri che si leggono in poche ore e, se si hanno preoccupazioni, per un poco si evade, non si pensa a nulla.
Concludendo: alla nostra età forse non impariamo molto… comunque è da snob ignorarli perchè in rilegature e in tirature diverse la cronaca letteraria di quest’anno vede in classifica libri nei tre colori della passione.
Corsi e ricorsi… nulla si distrugge. “

Anna 
. Penso che ci sia un equivoco, comprensibile ma sbagliato, su cosa si intende per letteratura rosa. Il termine fa pensare immediatamente alle collane Harmony, a quei libricini tutti uguali nell'aspetto ma spesso anche nel contenuto, di lettura poco impegnativi paragonabili ai fotoromanzi della nostra giovinezza.
Io credo invece che la lettura rosa o meglio la lettura al femminile, abbia oggi un più ampio respiro, sono storie di ragazze un po' sovrappeso, un po' imbranate spesso laureate e in carriera, ma anche in cerca di lavoro e precarie che corrispondono alle ragazze di oggi con i sogni e i desideri di tante; pensiamo a Sophie Kinsella con i suoi I love shopping vari o ai titoli sotto il suo vero nome romanzi ben scritti, divertenti a volte veramente deliziosi.
In Italia Sveva Casati Modignani ha scritto storie di donne molto belle, donne che sono protagoniste della loro vita nel pieno significato della parola, Stefania Bertola racconta storie gradevolissime, che si svolgono nella sua Torino con personaggi improbabili ma proprio per questo spesso alternativi e simpatici; ragazze e donne che nulla c'entrano con le eroine degli harmony, perchè vivono pienamente nel loro periodo storico, con tutte le difficoltà e le contraddizioni di ognuna di noi. Le autrici stesse, sia le inglesi che le italiane, sono donne o ragazze colte, che scrivono bene anche se con leggerezza e spirito.
Resta da valutare se leggere la definizione “il romanzo è donna” come una connotazione negativa, in molti dei romanzi citati la realtà è presente, certo il lieto fine è un po' d'obbligo ma mai melenso e sciropposo, o se è così lo è volutamente come presa in giro.
Da quanto ho scritto mi pare chiaro che a me piacciono e molto alcune di queste scrittrici definite rosa”, io ritengo che si possa chiamare letteratura di genere come il fantasy, il poliziesco, la fantascienza, l'horror o il noir.

Tra le collaborazioni richieste e pervenute quella di Carla Baraldi che scrive di un testo, regalatole recentemente, di Sveva Casati Modignani, scrittrice citata sia nel dire di Anna che nella ricerca riportata più avanti.

Carla
Mi e’ stato recentemente regalato Leonie, l'ultimo libro  della Casati Modignani. Confesso che leggendo la sua biografia mi sono stupita nel sapere che i suoi romanzi hanno avuto grande successo e sono stati tradotti in venti paesi. Io non la conoscevo  e poichè le mie preferenze sono orientate ai romanzi in lingua o ai thriller psicologici mai avrei scelto un genere favoletta rosa! In realtà sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla scorrevolezza del testo, niente scene erotiche  bensì una serie di personaggi ben delineati ed intriganti  dalla svariate personalità che sembrano semplici ma in realtà spesso nascondono segreti. Il romanzo comincia ai giorni nostri, poi prosegue alternando capitoli risalenti al passato per descrivere le vite dei vari personaggi. E' una specie di saga famigliare che copre un secolo di storia italiana dagli anni venti ai giorni nostri. Forse potrei definire la protagonista Leonie una cenerentola dei nostri giorni che da povera ragazzotta di provincia francese  diventa la moglie di un industriale milanese, si inserisce con abilità e intelligenza nel nuovo mondo diventando una manager ed una madre esemplare  anche se come gli altri personaggi ha i suoi lati segreti e misteriosi. Scontato il finale Happy end, ma forse ai tempi che corrono talvolta fa anche bene pensare al "tutti vissero felici e contenti". A mio avviso i personaggi maschili sono troppo positivi forse perche' al loro fianco vengono descritte donne forti capaci di consigliarli e sostenerli! Nel complesso il romanzo esalta valori positivi anche nell'ambito del lavoro e della famiglia, forse anche troppo....


Ripensando al ruolo della letteratura e del romanzo ho trovato molto interessanti alcune affermazioni di Elsa Morante e di Elisabetta Rasy, affermazioni che riporto qui sotto:

. Elsa Morante. I veri romanzi sono “il risultato di un impegno morale” contrapposti a quelli brutti e dunque falsi che sono “il risultato di una evasione dal primo e necessario impegno del romanziere che è la verità”
. Elisabetta Rasy. “ … Negli Stati Uniti il gender (distinto dal sesso: se il sesso indica una condizione biologica, il gender riguarda una costruzione sociale e culturale, dunque mutevole) è trattato con più serietà che da noi. In campo letterario non riguarda l’asserzione o la ricerca di una scrittura femminile o di un’essenza stilistica delle donne ma la loro posizione concreta rispetto alla parola e alla parola scritta.
… Chiunque oggi si avventuri in una libreria si imbatterà in una schiera esorbitante di libri a firma femminile. Ho scritto libri ma volevo dire romanzi. Il romanzo è donna…”

Per avere una visione “storica” e per inquadrare meglio la letteratura di genere rosa mi sembra interessante anche riportare una ricerca su internet che Anna  mi ha inviato.

. La letteratura rosa è un genere letterario nato all'inizio del Novecento per un pubblico femminile, che narra una storia d'amore a lieto fine. Si tratta di una letteratura di consumo, a lungo considerata di basso profilo, che si caratterizza per la rigidità dello schema narrativo e dei suoi personaggi: un uomo e una donna vivono un amore appassionato e contrastato e, dopo molte difficoltà, riescono a coronare il loro sogno. Questa formula narrativa può assumere le più diverse colorazioni (commedia, tragedia, thriller, fantasy, medical, romanzo di formazione, erotico, generazionale, storico ecc.), fermo restando l'obiettivo, nel quale risiede la sua forza commerciale, di rappresentare modelli femminili nei quali le lettrici si possano facilmente identificare e di essere, grazie all'happy end garantito, una lettura gratificante e consolatoria.
Il «rosa» nasce in Gran Bretagna con il romance, o romanzo romantico: solitamente ambientato nel periodo della Reggenza, ha per protagonisti aristocratici, duchi e principesse, uomini affascinanti, coraggiosi, impulsivi, e donne bellissime, virtuose e fiere. A comporre la storia d'amore concorrono elementi tipici del romanzo d'avventura (rapimenti e congiure, fughe notturne, duelli) e della commedia degli equivoci (tradimenti, agnizioni, intrighi). Ne sono progenitrici Georgette Heyer (1902-74) e Constance Heaven (1913) - quest'ultima più incline al melodramma e al mistero - che si sono ispirate ai modelli di Jane Austen, per quanto riguarda gli intrecci e l'analisi dei rapporti tra valori sociali e valori personali, e al romanzo gotico quanto riguarda l'ambientazione e i personaggi: castelli, monasteri, abbazie in rovina, fanciulle perseguita fattucchiere, zingari. Negli stessi anni Jeanne Marie Frederick Petitjean de la Rosière dava vita, sotto pseudonimo di Delly, al romanzo d'amore francese. A consacrare definitivamente la l.r. è stata Barbara Cartland (1901-2000), che ne ha codificato lo schema «vincente»: un uomo - bello, ricco, di nobile lignaggio - e una donna - bellissima, vergine e di grande forza d'animo - si amano; il loro amore è romantico e appassionato, ma non vi è sesso (valore principe dei romanzi della Cartland, infatti, è la castità prematrimoniale); fattori esterni - guerra, malattie, disgrazie, differenza di ceto sociale - mettono a repentaglio il sentimento che li unisce, il quale alla fine trionfa su ogni ostacolo e i due convolano felicemente a nozze. Con i suoi oltre settecento libri la Cartland ha valicato i confini inglesi cogliendo un successo senza precedenti e diffondendo la l.r. in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti il genere diventa rapidamente un business, tanto che negli anni '50 nasce la prima casa editrice specializzata, la Harlequin, che si avvia rapidamente a conquistare il monopolio del mercato. Il romanzo rosa americano presenta subito caratteristiche diverse dal romance inglese. Rimane ovviamente fisso il canovaccio narrativo, ma l'ambientazione è spesso contemporanea e le protagoniste femminili non sono più donne idealizzate, «senza macchia e senza paura», ma eroine a volte ciniche e spregiudicate, che cercano l'emancipazione, il riscatto e l'affermazione di sé attraverso l'amore. Negli anni '70-'80 nascono i cosiddetti bodice rippers (letteralmente «strappa corsetti», attività prediletta dei loro protagonisti maschili); con Rosemary Rogers e Jennifer Wilde per la prima volta l'erotismo entra nella l.r. e i protagonisti hanno una significativa mutazione: lui è un uomo maturo, lei una giovane donna intraprendente. Una decina di anni dopo - complice la rapida espansione di Harlequin e l'affinamento delle sue strategie editoriali - il genere compie un'altra «svolta» rilevante: pur rimanendo fedele alla formula di base con l'happy end assicurato, introduce temi più «realistici» come il divorzio, gli abusi, le famiglie allargate, la carriera. La fine dell'astratto «sogno d'amore» e l'acquisizione di un più stretto legame con il vissuto spingono la l.r. fuori dai suoi stretti confini, a cercare contesti e registri narrativi nuovi, spesso ibridandosi con altri generi letterari come il thriller, la commedia, il romanzo storico, d'avventura, esoterico e altri.
Attualmente Harlequin pubblica circa settanta romanzi rosa al mese, diversificati in «serie» secondo il genere: si tratta di libri a foliazione ridotta, prezzo contenuto, con uscita fissa più volte al mese. Oltre a questi vi sono anche romanzi più lunghi, non facenti parte di alcuna collana, detti single title. Campionessa di vendite del momento è Nora Roberts, ma viene spesso insidiata da Daniele Steel, Barbara Taylor Bradford, Jackie Collins e altre, autrici di romanzi che sconfinano verso la cosiddetta women's fiction, ossia narrativa rivolta a un pubblico femminile, che non racconta necessariamente una storia d'amore, non segue uno schema fisso e presenta solitamente una caratterizzazione più approfondita e vicende più articolate, dando quindi luogo anche a libri più «corposi» dei classici rosa.
Iniziatrice del rosa in Italia è stata Liala (pseudonimo coniato da D'Annunzio per Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, 1897-1995), autrice di oltre ottanta romanzi che hanno venduto milioni di copie. La sua particolarità è l'ambientazione: il mondo della marina o dell'aviazione, durante la prima guerra mondiale. Come in America, anche in Italia gli anni '70-'80 vedono il boom della l.r.: vengono per la prima volta tradotti i romanzi delle progenitrici straniere (Cartland, Heyer, Heaven e Delly) e nel 1981 nasce Harmony, joint venture tra la Arnoldo Mondadori Editore e la Harlequin Enterprises, sul cui modello si costruisce. Oggi la Harmony conta venti collane, all'interno delle quali i libri escono con una periodicità che varia dal bisettimanale al bimestrale. Negli ultimi anni una nuova impronta al genere è stata data da altri editori: tra le firme più significative delle nuove tendenze Sveva Casati Modignani - pseudonimo di Bice Cairati e Nullo Cantaroni (quest'ultimo venuto a mancare nel 2004), autori di sedici romanzi di grande successo commerciale - e Mara Venturi, che ha iniziato a scrivere dietro suggerimento di Italo Calvino ed è stata definita da Alberto Bevilacqua la «Sandokan dei sentimenti»; oltre che di molti romanzi vendutissimi è autrice anche di serie televisive e di sceneggiati.
Nell'ultimo decennio è esploso il fenomeno, di matrice anglosassone, della chick-lit - letteralmente «letteratura per pollastrelle» (da chick, diminutivo di chicken, «pollo», ma nello slang «ragazza», e lit diminutivo di literature) - che ha preso avvio da una rubrica firmata dalla giornalista inglese Helen Fielding sulle pagine dell'«Indipendent»: «Il diario di Bridget Jones», diventata poi, con lo stesso titolo, un libro (1996) e infine un film (2001) di successo mondiale. Gli ingredienti della chick-lit sono: una giovane protagonista single, afflitta da qualche chilo di troppo o da altre «imperfezioni», perennemente insicura, romantica e un po' goffa; una verve ironica e scanzonata; la caparbia ricerca dell'uomo ideale; Mieto fine, che non è l'altare, ma molto più spesso un'autoaffermazione della donna, che acquista finalmente fiducia in sé. Oltre a Helen Fielding, sono autrici di chick-lit Sophie Kinsella, Jennifer Weiner, Candace Bushnell, Melissa Bank e Anna Maxted. In Italia ha successo, in questo filone, Stefania Bertola.
Il dilagare del fenomeno ha indotto Harmony a lanciare «Red Dress Ink», una collana interamente dedicata alla chick-lit. Il successo internazionale di questo tipo di narrativa - che per le sue caratteristiche è considerata più vicina alla women's fiction che alla l.r. - è da ascrivere alla sua capacità di restituire il senso d'incertezza e precarietà che caratterizza la generazione delle «quasi trentenni» e alla sua peculiare «ricetta» per la felicità. Diretta emanazione della chick-lit è, infine, la neonata mummy lit, ovvero: Bridget Jones dieci anni dopo... non più «pollastrella» bensì mamma. Anche nella mummy lit l'happy end è la ritrovata fiducia in sé, attraverso la consapevolezza... degli anni passati.

E ancora un testo scritto da una di noi, Maria Luigia , che riporta l’esperienza di una lettura giovanile, Cuore, di Edmondo De Amicis. Il testo non appartiene alla letteratura rosa ma si riferisce comunque ai sentimenti buoni.
Maria Luigia
. Cuore di Edmondo De Amicis.
Da bambina l’ho letto tutto, e non una volta ma svariate volte. Questo libro era costantemente appoggiato sul mio comodino, un’edizione senza immagini, di poco prezzo, scritto con caratteri grandi. Ogni volta che volevo rinforzare valori come solidarietà, rispetto, laboriosità, rileggevo un brano e mi dava una carica di umanità, mi faceva sentire bene.
Il libro, sotto forma di diario di Enrico Bottini, un bambino della borghesia torinese che frequenta la terza elementare di una scuola del regno d’Italia unificato, racconta episodi che si svolgono in una scuola bella, aperta a tutti e che permetteva anche ai più poveri di imparare a leggere e a scrivere, mostra l’incontro tra il mondo delle classi sociali più abbienti e quello del proletariato che può finalmente accedere all’istruzione scolastica. Questi due mondi, pur convivendo nella stessa aula, non si fondono mai insieme, il bambino nato in una famiglia più “fortunata” avrà sempre più privilegi di chi è povero.
Mi piacevano i racconti mensili proposti dal maestro alla scolaresca.
Rileggerlo mi commuoveva sempre; trovavo la spontaneità e la bontà. Io dico che il Cuore è ancora il libro più adatto ai nostri tempi nei quali il sentimento e gli ideali sono lasciati un po’ in abbandono dalla gioventù, attirata, invece, dalle teorie materialistiche e consumistiche che valorizzano quasi esclusivamente la ricchezza e, con essa, tutti i piaceri della vita. Se vogliamo una società più buona, più semplice, più amorevole, più morale. Civiltà è sinonimo di educazione, è il senso morale, civico, religioso che diventa patrimonio di un popolo, è l’amore per i valori eterni dello spirito: Dio, famiglia, umanità, amore e carità. Civiltà deriva dagli ordinamenti che un popolo sa darsi, basati sulla libertà e sulla giustizia, che valorizzino al massimo l’istruzione e la cultura in genere.

Mi pare che lo scrivere di Maria Luigia possa essere utile per una riflessione futura sulle letture che hanno influito sulla nostra formazione e per confrontarci su quali donne, a partire da esse, siamo diventate.
Può essere interessante come argomento del prossimo ciclo?

GALASSIA LETTURA DI SCRITTURA DI DONNE BEM VIVER MARZO – APRILE MAGGIO 2013


Mercoledì 20 marzo

Tra rosa e romanzo
A partire dalle osservazioni di Elsa Morante e di Elisabetta Rasy
E.M. I veri romanzi sono “il risultato di un impegno morale” contrapposti a quelli brutti e dunque falsi che sono “il risultato di una evasione dal primo e necessario impegno del romanziere che è la verità”
E.R. “ … Negli Stati Uniti il gender (distinto dal sesso: se il sesso indica una condizione biologica, il gender riguarda una costruzione sociale e culturale, dunque mutevole) è trattato con più serietà che da noi. In campo letterario non riguarda l’asserzione o la ricerca di una scrittura femminile o di un’essenza stilistica delle donne ma la loro posizione concreta rispetto alla parola e alla parola scritta.
… Chiunque oggi si avventuri in una libreria si imbatterà in una schiera esorbitante di libri a firma femminile. Ho scritto libri ma volevo dire romanzi. Il romanzo è donna…”

Mercoledì 3 aprile
Claudia Tumiotto presenta il suo testo
LA MIA ESPERIENZA DA FISIOTERAPISTA CON LA DISABILITA'

Mercoledì 17 aprile
Dianella Stabilini presenta
Cornelia Goethe di Sigrid Damm, editore Bollati Boringhieri.

Mercoledì 8 maggio
Parliamo di Maria Montessori a partire dalle sue affermazioni rispetto all’insegnamento.



domenica 24 febbraio 2013

Donne nei secoli – dal ‘700 alla Belle Epoque



Martedì 26 febbraio 2013
dalle h.15,00 alle 17,30
   al Centro Foscolo,  via Foscolo 3D.
 
Dianella Stabilini 

 presenterà

Donne nei secoli – dal ‘700 alla Belle Epoque


Si conclude con questo incontro il ciclo sulle donne nei secoli. Il periodo che Dianella ci presenterà è lungo e – come ovvio – estremamente diverso, come diverse erano le condizioni di vita della donna.
Il ‘700 vede l’apertura dei salotti delle dame dell’aristocrazia a filosofi e illuministi (da cui il movimento illuminista) e le discussioni colte cambiano sostanzialmente gli argomenti trattati. Dalle dissertazioni sulle forme del viver civile o del rapporto tra uomo e donna, si passa a temi come la scienza e la filosofia, di interesse preminentemente maschili e le donne perdono così il privilegio di decidere i temi da porre in discussione.
Nell’ 800, secolo romantico, le donne incominciano a rivendicare diritti di uguaglianza di genere e nascono i primi movimenti femministi guidati da donne istruite, riformiste che provengono dalla classe media.
La Belle Epoque, è espressione fantastica di nuovi fenomeni di costume dove la modernità appartiene alle donne. Mai come in questi pochi decenni la donna viene guardata, ammirata, studiata, indagata nel suo animo ora più intimo e romantico, ora più frivolo e dissoluto, ora più indipendente ed emancipato. “È scabroso le donne studiar. Son dell’uomo la disperazion/e per l’uomo mister sempre son/ son le donne eterni dèi»: così nel 1905 si cantava ne La vedova allegra, operetta di grande successo di Franz Lehar.



La partecipazione è libera e gratuita a tutte le donne.

lunedì 18 febbraio 2013

“Facciamo festa….anche se il carnevale è finito”

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                     Martedì 19 febbraio 2013  dalle h.15,00 alle 17,30

                                  presso il Centro Foscolo, via Foscolo

“Facciamo festa….anche se il carnevale è finito”

Tuttavia c’è un però….dobbiamo anche lavorare un pochino

per preparare il calendario del 2° semestre



Mi raccomando, è davvero importante che ognuna dia il proprio apporto con idee, suggerimenti e desiderata! Non sarà molto faticoso e poi saremo ricompensate da dolcetti, un goccetto di vino e tante chiacchiere. Provate a pensare cosa vorreste conoscere, ascoltare, approfondire, senza dimenticare che saranno argomenti al femminile perche possano anche aiutarci a riflettere su noi stesse e su quello che vorremmo fosse fatto con e per le donne.

Contiamo sulla presenza di tutte

venerdì 8 febbraio 2013

Un pomeriggio francese, tra musica e passione con Serena Fuart

-martedì 12 febbraio 2013        dalle h.15,00 alle 17,30

al Centro Foscolo , via Foscolo 3D

Un pomeriggio francese, tra musica e passione

con Serena Fuart


Artista, poeta, cantante, e donna attenta ai problemi di genere, racconta di sé: ho avuto un modello di riferimento molto importante, una cantante francese, che ha fatto in modo che mi dedicassi al canto e allo studio della sua lingua (-)Ho iniziato a percorrere la mia strada sognando il successo, alti guadagni, fama come scrittrice, e non escludevo la mia partecipazione in politica. Ho capito successivamente, grazie al femminismo, della differenza che, anche se il desiderio di protagonismo era legittimo, per realizzare quelle ambizioni sarei dovuto sicuramente sottostare a dinamiche ben specifiche che rispondevano a logiche maschili. In me è avvenuto quindi un importante cambiamento: ho cercato di essere libera e protagonista fuori dalle logiche di potere. Ho ottenuto risultati e sono stata sostenuta dalle donne.
Ho trovato la mia via, una via dell’ambizione che porta felicità e buone relazioni. Una via che per nulla al mondo abbandonerei ora che l’ho scoperta.

Un incontro da non perdere!    La partecipazione è libera e gratuita a tutte le donne.


venerdì 11 gennaio 2013

nuova presidente 2012


dal 1 gennaio 2013 c'è una nuova presidente

Anna Maria Martinetti

un grazie di cuore da tutte le Galassine a Silvana Gatta per il lavoro svolto in questi anni con tanta passione.

Ci troviamo tutti i martedì ore 15.00 - 17.30 presso il Centro Foscolo, via Foscolo.

Il programma del primo semestre sarà pubblicato non appena del tutto definito

mercoledì 14 settembre 2011

Notte bianca per la pace " ogni giorno un giorno di pace"

OGNI GIORNO UN GIORNO DI PACE
  
sabato 17 settembre 2011 ore 18.00
Cortile di via Cavour 84 Corsico

mostra collettiva di artiste/i contemporanee/i e "bucato" di riflessioni sulla pace 
curatrice Silvana Gatta

performance di lettura e girotondo della pace



a cura dell'Associazione Galassia

venerdì 24 giugno 2011

Galassia per "La notte rosa" 2011

SABATO 25 GIUGNO ore 17 presso la Sala La Pianta , via Leopardi 7 Corsico (Milano)

Performance di poesia con lettura di versi in lingua araba e italiana

Presentazione: Anna Schoenstein
Interpreti: Mariella Bucceri, Federica Casinghini, Cristina Dozio, Gabriella Dugoni, Alessandra Ferraro, Alessandra Ravizza, Silvia Sidoli

lunedì 20 giugno 2011

Galassia per "La notte rosa" 2011


COMUNICATO STAMPA

Mostra: collettiva
Titolo: Sfere
Luogo: Sala la Pianta Via Leopardi 7 Corsico ( Milano)
Inaugurazione: Martedì 21 giugno alle ore 18
Durata: sino al 26 giugno
Curatela: Antonella Prota Giurleo per l’associazione di donne Galassia
Allestimento: Gretel Fehr
Artiste: Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo
Orari di apertura: giorni feriali dalle ore 16 alle ore 19; domenica 10 -12 e 16 – 19
Entrata: libera

SABATO 25 GIUGNO in occasione della Notte rosa apertura sino a tarda sera

Performance: di poesia
Orario: dalle ore 17
Presentazione: Anna Schoenstein
Interpreti: Mariella Bucceri, Federica Casinghini, Cristina Dozio, Gabriella Dugoni, Alessandra Ferraro, Alessandra Ravizza, Silvia Sidoli

Sfere, un titolo che rimanda alle forme curve, simbolicamente riferite al femminile e alla madre Terra.
Una mostra nella quale le artiste invitate esprimono, attraverso le proprie opere, il valore e la bellezza del genere femminile.

Gretel Fehr propone tre opere nelle quali utilizza due elementi che costituiscono ormai una consuetudine del suo lavoro più recente: il recupero ( frammenti regolari di plexiglas a specchio) e la rielaborazione fotografica.
Musica delle sfere, Smile e Trasferire mettono in luce la capacità femminile di comprensione e attenzione nei confronti delle altre persone, quell’empatia che comporta, nello stesso tempo, gioia e dolore. Una capacità espressa attraverso la comparazione di positivo e negativo, del sorriso accompagnato alla lacrima, dello specchio e dello sguardo femminile che è anche sguardo della natura.

Nei lavori di Mavi Ferrando sono ben evidenti la preponderanza della linea curva e la commistione tra astrazione ed elementi antropomorfici, tra gioco e ironia.. Il vuoto disegna il volume e la forma mentre ciascun elemento appare pieno o vuoto a partire da ciò che chi osserva mette a fuoco. Anche nelle opere qui esposte, Guardiani e Nike, è esplicitato il superamento dell’onnipresente linguaggio fallico che riempie il mondo dell’arte.
E’ evidente come libertà e spregiudicatezza siano caratteristiche delle opere di Mavi Ferrando, caratteristiche peraltro comuni a molte artiste, libere dal dovere di mantenere antiche posizioni di potere con la loro scia di conservatorismo, artiste che non hanno nulla da perdere esprimendosi liberamente attraverso l’arte.

Nadia Magnabosco presenta due opere, Perle e Quel filo che ci unisce. Nella prima l’artista si ispira ad un testo poetico, Fotografia, che rimanda all’infanzia, alla malinconia del tempo trascorso e ai rimpianti per il non detto ma anche alla profondità delle relazioni umane e soprattutto con il riconoscimento della potenza della lingua materna e della genealogia femminile ben evidenziata dal vestitino senza corpo, vestitino identità di una genealogia femminile in cui nonne, madri, figlie e nipoti appaiono come piccole perle uniche figlie in realtà di un unico mare. In Quel filo che ci unisce l’artista ha raccolto diversi ritratti di donne e di bambine che, con forza e coraggio, esprimono libertà di pensiero e di azione. Trasferite su tarlatana le immagini sono state cucite con fili colorati, a formare un grande abito che costituisce un ritratto femminile collettivo.

Nelle opere di Antonella Prota Giurleo la consueta ricerca di materiali ecocompatibili, forma di rispetto per la madre Terra, si accompagna al tentativo di coesistenza pacifica tra maschile e femminile, tra forme curve e forme rettilinee. Una ricerca di percorso di identità di genere che, a partire dal recupero del quadrato come più antica forma simbolica riferita alla terra, passa anche attraverso le forme totemiche avvolte nella stoffa, ornata di piccoli tondi metallici che risuonano nel movimento, stoffa che le donne arabe pongono intorno ai fianchi per danzare. Un equilibrio, una coesistenza pacifica di competenze e di saperi possibile? Forse. Sicuramente, una ricerca.

Marilde Magni ha creato, utilizzando la carta, l’abito per una donna in cammino verso un mondo in cui sarà “regina” e un libro d’artista, un testo poetico in due lingue, italiana e araba.
Le opere, Arcobaleno, e Due lingue per una poesia, sono state realizzate, secondo una ormai consueta modalità dell’artista, a maglia. La carta, tagliata in liste sottili, diviene il filato utilizzato per essere lavorato con i ferri “da calza”.
Un modo per recuperare una competenza e un’abilità femminile che, in quanto tale, è sempre stata considerata “minore” e che, attraverso l’utilizzo artistico, viene recuperata in termini di valore e di bellezza.

Valore e bellezza, dunque, che si intrecciano con un percorso, prezioso, seguito da alcune giovani donne a partire da un altro tema “tondo”: le perle.

Percorso del quale Anna Schoenstein, conduttrice e ideatrice, scrive:
“ Una giovane, in una sera qualsiasi per le strade del Cairo, riconosce su un’altra donna un suo vecchio vestito. Forse. Nessun grande avvenimento nel breve racconto della scrittrice egiziana Hana’ ‘Attya pubblicato dalla casa editrice A Oriente! che è servito da pre/testo, da spunto per un esercizio nato negli incontri del corso di traduzione dall’arabo (Università di Milano) e poi trasformatosi in un momento di espressione poetica e artistica.
La riflessione sulla traduzione di “Kharz”, Perle, ha dato vita infatti, a esercizi di stile, arrangiamenti e riarmonizzazioni. Come in una variazione di musica jazz, nei versi poetici scritti in arabo di sei giovani studiose, Stefania Cantù, Federica Casinghini, Gabriella Dugoni, Alessandra Ferraro, Alessandra Ravizza, Silvia Sidoli, restano immagini, suggestioni, suoni, mentre il “tema” originario di Perle non è riconoscibile se non da chi sa e l’ispirazione poetica ha ragione su ogni cosa.
Riflesso orientale nascosto nel guscio della mostra “Sfere” la lettura dei versi poetici in arabo e italiano – pubblicati sul numero 15 della rivista “A Oriente!” – accompagna l’apertura della Notte Rosa della Città di Corsico.”

domenica 12 giugno 2011

foto di gruppo alla gita a Valeggio

belle e indomite, nonostante la pioggia, al Castello di Broghetto di Valeggio

martedì 14 giugno Bem Viver

    martedì 14 giugno al Bemviver alle ore 15.00 

per fare quattro chiacchere,
per salutarci prima dlle vacanze estive,
per organizzare insieme il MERCATINO a favore dell'Associazione La Speranza durante la NOTTE ROSA sabato 25 giugno.

lunedì 30 maggio 2011

martedì 7 giugno GITA

MARTEDÌ 7 GIUGNO, come ogni anno, ci sarà la gita di tutte le galassine.
Andremo ai GIARDINI SIGURTA' a Valeggio sul Mincio in pulman.

Se non avete ancora confermato la presenza, fatelo al più presto a Silvana Gatta, oppure domani pomeriggio al centro Falcone dando a Lella 20 euro di anticipo per il pulman.

Lo scorso anno ci siamo divertite tantissimo, è una giornata tutta per noi, chiacchere, risate e ............................divertimento rilassato.

martedì 31 maggio 2011: L'indipendenza della signorina Bennet di Colleen Mc Cullough




Martedì 31 Maggio 2011 presso il centro Falcone
dalle h.15,00 alle 17,30


Silvana Gatta 

presenta

L’indipendenza della signorina Bennet
di Colleen McCullough


Letture di Clara Oliveti


Elizabeth la saggia, Lydia la frivola, Kitty la mondana, Jane la bella, Mary la timida, ecco di nuovo le sorelle Bennet, indimenticabili protagoniste di Orgoglio e pregiudizio. Vent’anni dopo l’epilogo del romanzo della Austen, le ritroviamo qui al fianco di mariti devoti, distratti o crudeli; assediate dalla malinconia o dai pettegolezzi; impegnate a crescere i figli o a frequentare circoli alla moda; alle prese con le gioie, i dubbi e le debolezze del tempo che passa. Tutte tranne Mary, la più docile, la più riservata… Non si può dire che, fino a qui, la vita sia stata troppo generosa con lei: bruttina, ignorata dai pretendenti e inchiodata alle convenzioni, ha trascorso più di un decennio al capezzale di una madre capricciosa e malata. Ora, alla morte di questa, si ritrova improvvisamente sola e libera, con un futuro tutto da inventare. Sfidando le convenzioni e le proprie più profonde paure, Mary si getta in un’avventura imprevedibile, complicata e appassionante quanto la vita stessa.

Un romanzo divertente, appassionante e avventuroso, la storia di cinque donne che, ognuna per la propria parte, deve riprendere coscienza di sé, riappropriandosi della propria dignità di donna.
 
La partecipazione è libera e gratuita a tutte le donne.

martedì 24 maggio 2011

martedì 24 maggio 2011


Martedì 24 Maggio 2011
 
dalle h.15,00 alle h.16,00 Ballo con Laura  Marcato

dalle h.16,00 alle 17,30

Daniela Aronica presenta

Teatro al femminile

Scrive Daniela: “ Perdere l’anima per la donna è perdere energia per creare, nella famiglia, nelle amicizie, nei suoi obiettivi, nel suo sviluppo personale e nella sua arte.
L’unico modo che ha la donna per non lasciarsi sfuggire l’anima consiste nel conservare una consapevolezza del suo valore.
Mi piace pensare così al patrimonio creativo femminile nel teatro.”

Daniela ha recitato e recita con la “Stabile Città di Corsico” e ai suoi personaggi riesce sempre a trasferire la sua anima, identificandosi appieno nelle donne che di volta in volta interpreta.
Questo incontro ci riserverà piacevoli sorprese. Non mancate!

La partecipazione è libera e gratuita per tutte le donne.

mercoledì 18 maggio 2011

Mercoledì 18 maggio Lettura di scrittura di donne: Nina Berberova L'accompagnatrice





Mercoledì 18 maggio 2011 dalle ore 21 alle ore 23 
al Bem Viver Cafè in via Monti,5 a Corsico - saletta di sotto.


Silvana Gatta presenta:

L’accompagnatrice
di Nina Berberova

Coordinamento di Antonella Prota Giurleo

Letture di Dianella Stabilini

Il fascino e l’invidia, la sottile crudeltà e l’ambivalenza, le sfumature e le ombre sono la triste amalgama del rapporto tra due donne di diversa condizione e fortuna:il legame tra un a povera pianista – l’accompagnatrice – e una cantante di successo; una ragazza povera, con il talento del pianoforte e una cantante bella, elegante che non ha mai conosciuto la miseria. Due vite destinate,almeno in apparenza, a non incrociarsi, fino al giorno in cui la celebre cantante sceglie quella che sarà la sua accompagnatrice, colei che diventerà la sua ombra, seguendola nelle più famose città del mondo.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le donne interessate.

domenica 8 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011



Martedì 10 maggio 2011
dalle h.15 alle h.17,30

Vittoria Latella ci aiuterà a riflettere su
Le parole delle donne per cambiare il mondo.

Prendendo spunto dal libro “Parole di donne” curato dalla giornalista Ritanna Armeni, Vittoria sottolineerà per noi e con noi le parole che hanno più significato dal punto di vista delle donne e insieme ne approfondiremo i concetti con tutte le relative considerazioni.

Mi raccomando, passate parola!
La partecipazione è libera e gratuita a tutte le donne.

mercoledì 4 maggio 2011

Mercoledì 4 maggio Lettura di scrittura di donne: JENNIFER CODY EPSTEIN“La pittrice di Shangai”

Mercoledì 4 maggio – dalle ore 21,00 alle ore  23,00
al Bem Viver Cafè (saletta di sotto)
Via Monti 5 – Corsico

Anna Camana

presenta

“La pittrice di Shangai” di JENNIFER CODY EPSTEIN

 Parigi 1957. Fan Yuliang, grande pittrice cinese che da anni vive e lavora in Francia, ha appena ricevuto una lettera in cui il marito Zanhua, gravemente malato, le chiede di tornare. La lettera libera i ricordi di Yuliang, e la porta a ripercorrere la sua vita, a partire dal 1913, quando, orfana a quattordici anni, viene venduta dallo zio oppiomane a un bordello. Lì Yuliang apprende suo malgrado l'arte della seduzione, e diventa ben presto la ragazza più richiesta, fino a quando incontra il giovane funzionario Zanhua, che le chiede di diventare la sua concubina e le permette di seguire il suo istinto e di imparare a dipingere

Letture di Antonella prota-Giurleo e Dianella Stabilini

Gli incontri sono aperti a tutte le donne interessate, la partecipazione è gratuita.

lunedì 18 aprile 2011

Mercoledì 20 aprile Lettura di scrittura di donne: Luce Irigay Io tu noi

MERCOLEDI’ 20 APRILE

Antonella Prota Giurleo

 presenta da Io tu noi di Luce Irigaray, edizione Bollati e Boringhieri,  alcuni brani  dei saggi La  cultura della differenza, Come costruire la nostra bellezza? e Quanti anni hai? 
In questi saggi la filosofa e psicoanalista francese esplicita il suo pensiero sulla differenza di genere con particolare attenzione alle relazioni di ciascuna donna con sé stessa  e con le altre donne.

Letture di Nina Bellomo e di Anna Camana 


Gli incontri sono aperti a tutte le donne interessate, la partecipazione è gratuita.